Per Cambiare è Necessario Reagire

Lavori Pubblici

Come nella vita, anche nella gestione del bene comune è necessario essere in prima persona il motore del cambiamento che tanto desideriamo, è fondamentale essere la scintilla che accende la miccia della svolta che vorremmo per noi stessi così come per la realtà in cui viviamo.

Ci siamo chiesti perché invece di lamentarci di ciò che non ci piace non proviamo a innescare innovazione nell’amministrazione pubblica, nella progettazione e produzione dei servizi, nella cura e nella gestione dei beni comuni?

Pensiamo che per cambiare le cose sia necessario reagire, coinvolgere e coinvolgersi in un processo di cambiamento, cercare il confronto e imparare da chi ha più esperienza: solo incanalando il potenziale della partecipazione pubblica, della cittadinanza attiva si può concretamente intercettare il cambiamento, aprirsi a nuove sfide e trovare soluzioni concrete ai problemi. Ma come fare?

Crediamo che copiare da chi è più bravo, in questo caso, non sia sbagliato anzi, al contrario, sia una grande opportunità: per crescere non basta essere motivati, bisogna anche sperimentare e allora perché non sperimentare anche nella nostra Noale un progetto, magari rivisitato e adattato, che avuto grande successo in altre realtà?

Questo discorso può valere nello sviluppo a trecentosessanta gradi di un’amministrazione, ma cerchiamo di concretizzarlo con un esempio.

Tutti a Noale sanno che l’attuale biblioteca non risponde alle esigenze degli utenti, per mille motivi che vanno dallo spazio inadatto ai pochi servizi offerti.

Allo stesso modo tutti a Noale sanno che l’“ex Consorzio Agrario”, l’area davanti all’oratorio per capirci, non può restare nello stato di incuria e degrado in cui versa. Tutti lo sanno, anche la corrente Amministrazione che ha preso una decisione: alienare parte dell’area al Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per la somma di € 260.000,00, che costruirà un nuovo immobile di grandi dimensioni, per poi dare corso con tale somma alla ristrutturazione di Palazzo Carraro e alla costruzione di un centro culturale.

Vendere è una scelta politica, sindacabile come tutte le scelte, ma quello che davvero ci deve interessare è se i termini della vendita sono corretti.

Ci spieghiamo meglio, preso atto della decisione dell’attuale Amministrazione di vendere l’area, viene spontaneo chiedersi: quali parcheggi utilizzeranno i dipendenti del Consorzio, forse quelli pubblici più vicini? Davvero vogliamo la costruzione di un edificio così grande (ben tre piani) vicino dal centro storico, a pochi metri dalla Torre delle campane? E ancora, tornando al tema principe, qualcuno (non solo all’ultimo momento!) ha contattato l’associazione della biblioteca, che conta circa centocinquanta associati, per confrontarsi sul tema della costruzione della nuova biblioteca o meglio del centro polivalente?

Ecco, secondo noi, per capire se la decisione del Comune è fondata su solide basi è necessario dare risposta a questi quesiti!

Terminiamo con un accenno all’aspetto forse più rilevante: il prezzo pattuito per la vendita.

Sul punto c’è poco da dire, non esprimiamo la mia opinione personale ma riportiamo dei dati.

Nella relazione di stima per la determinazione del più probabile valore di mercato predisposta dall’Agenzia delle Entrate a seguito di richiesta dal Comune di Noale, l’area in questione è stata valutata 994.627,57 €.

Qualcosa, dunque, non torna.

Dicevamo all’inizio che il lamentarsi fine a sé stesso non è produttivo, che bisogna proporre nuove idee, magari prendendo spunto da realtà più virtuose.

Allora cerchiamo di essere coerenti: avendo trattato la proposta di costruire un nuovo centro polivalente abbiamo studiato il fenomeno delle case di quartiere, un progetto innovativo, accattivante e funzionante (dal 2007 a Torino sono nate otto case di quartiere in otto quartieri diversi) che, debitamente adattato, potrebbe fare al caso nostro. Cosa sono?

Si tratta di spazi con funzione pubblica nati promuovere lo sviluppo locale ospitando sportelli di pubblica utilità, attività, servizi e iniziative culturali.

Questi spazi, quindi, facilitano i rapporti tra gli enti pubblici e i privati creando uno spazio di dialogo su temi socio-culturali, ambientali e di rigenerazione urbana di interesse comune.

Insomma, si tratta di realtà che stimolano e semplificano le esperienze di cittadinanza attiva di cui parlavamo all’inizio, permettendo alle persone di incontrarsi promuovendo progetti e nuove iniziative.

 

Laura Gatto
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