Ufficio Fondi Europei: una risorsa necessaria per il Comune

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Per essere al passo con i tempi, le amministrazioni comunali devono rivedere le proprie priorità e svecchiare il proprio sistema informativo verso i cittadini e le aziende. Per essere uno strumento amministrativo virtuoso, il Comune deve essere il primo ad informarsi in materia di politiche comunitarie e di fondi europei, creando sinergie con le altre realtà comunali.

Il Comune di Bergamo, nel 2016, ha ricevuto un totale di contributi europei pari a 492 mila euro; soldi piovuti dal cielo? No, finanziamenti per progetti molti diversificati tra di loro, come ad esempio:

  • l’installazione di 9 colonnine per la ricarica elettrica delle auto (150 mila euro),
  • lo scambio di buone pratiche per l’organizzazione amministrativa (88 mila euro),
  • un progetto per l’accoglienza dei migranti (50 mila euro)
  • e un progetto culturale sulla sicurezza alimentare (168 mila euro).

A rendere Bergamo un comune virtuoso in tema di finanziamenti europei è la presenza di un ufficio dedicato alla ricerca di fondi comunitari

Una paese di poche migliaia di abitanti, esattamente alla pari di una città, di una provincia e di un capoluogo di Regione, sono realtà inserite in un contesto di governance multilivello (regionale – nazione – comunitario) che vede sempre più la necessità di convertire il proprio approccio alle decisioni europee, da top-down a bottom-up. Con questi due termini si vogliono identificare le due principali strategie di elaborazione delle informazioni, l’una caratterizzata dalla comunicazione che deriva dall’alto verso il basso (top-down) e la seconda dal basso verso l’alto (bottom-up).

Mettendo da parte i complicati costrutti teorici e guardando la realtà dei fatti, ciò che più di tutto è importante sottolineare è la volontà da parte dell’Unione Europea di mettere a disposizione per i cittadini e le imprese degli strumenti finanziari preziosissimi per dare una forte spinta all’economia locale. Il vero problema è che il grado di informazione che le amministrazioni comunali dovrebbero garantire in merito a tale strumento, abbracciando l’approccio bottom-up e non attendendo quindi che le indicazioni arrivino dalle fasce più elevate di governance, è scarso o del tutto nullo.

Se, fino a qualche anno fa, la gestione dei contributi europei era delegata a professionisti del settore, considerati un’elite ancora troppo distante dalla piccola realtà cittadina, ora ci sono molti giovani laureati consapevoli e preparati in materia di politiche comunitarie e in grado di gestire tutte le fasi di scrittura e management di progetti innovativi.

Un esempio di buona gestione dei fondi europei è visibile nelle tante iniziative per gli studenti che vivono un’esperienza in erasmus o quanti ancora beneficiano di borse di studio per stage e tirocini.

Tali iniziative e agevolazioni per i giovani fanno capo ad un programma diretto dell’Unione europea denominato Programma Erasmus+, mirante a migliorare le competenze e le prospettive professionali dei cittadini europei e a modernizzare il sistema dell’istruzione e della formazione. Tale programma per l’arco temporale 2014-2020 ha visto destinato un ammontare di € 14.7 miliardi di euro.

Non solo iniziative per i giovani ma anche per il territorio regionale nel suo complesso

Il Programma Operativo Regionale (POR) è lo strumento attraverso cui la Regione del Veneto, grazie ai circa 600 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione stessa in un fondo denominato Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), sta sviluppando nel corso delle programmazione 2014-2020 un piano di crescita sociale ed economica che interessa la ricerca e l’innovazione, l’agenda digitale, le politiche industriali, energetiche e di tutela ambientale.

Sono stati molti i bandi pubblicati dalla Regione negli ultimi due anni, per ognuno dei quali sono stati premiati i progetti più virtuosi e utili alla crescita territoriale.

Inoltre, guardando al futuro e alla prossima programmazione europea 2021-2027, la Commissione Europea ha da poco presentato la prima proposta di bilancio, molto attesa in quanto rappresenterà il vademecum delle politiche europee dei prossimi anni. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha indicato quali nuove priorità su cui si concentrerà la maggior parte del denaro dell’Unione, la sicurezza, l’immigrazione e la ricerca. Sarà, quindi, necessaria maggiore collaborazione tra tutti gli attori politici, per redigere progetti di rinnovamento territoriale su queste traiettorie di sviluppo per ottenere più fondi comunitari.

Per essere al passo con i tempi, le amministrazioni comunali devono rivedere le proprie priorità e svecchiare il proprio sistema informativo verso i cittadini e le aziende. Per essere uno strumento amministrativo virtuoso, il Comune deve essere il primo ad informarsi in materia di politiche comunitarie e di fondi europei, creando sinergie con le altre realtà comunali.

Un ufficio dedicato, come dimostra il caso della Città di Bergamo, potrebbe rappresentare sicuramente il primo passo verso il rinnovamento di un’amministrazione che altrimenti non riuscirà ad adeguarsi ai nuovi paradigmi della realtà europea di cui dovremmo essere i primi beneficiari.

 

V.O.
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