Una città nasce da diverse contingenze storiche, economiche, commerciali, politiche, anche conflittuali. Alla fine però è sempre il risultato di un atto di concordia e di intesa: un gruppo di persone che decide di vivere e lavorare insieme per scopi e vantaggi comuni.

Si deduce che il valore fondamentale su cui si regge una città non è primariamente la semplice buona volontà dei cittadini, pur se giustamente il libro dei Proverbi dice: “Con la benedizione degli uomini retti si innalza una città”. Non è nemmeno, questo valore fondamentale, il buongoverno, pur se un altro libro biblico, il Siracide, ammonisce che “una città prospera per il senno dei capi”.
E’, di fatto, un valore molto più sostanziale a cui il mondo classico dà il nome di “amicizia”.

Già Platone stabiliva un’equivalenza tra l’amicizia e la concordia (homớnoia) che fa prosperare la città. E Aristotele osa affermare che “il punto più alto della giustizia sembra appartenere alla natura dell’amicizia, descrivendo l’amicizia come quel bene senza del quale “nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni”.

Egli dà a questo bene un significato politico, affermando che tutte le comunità sono manifestamente parti di quella politica e le specie particolari di amicizia corrispondono alle specie particolari di comunità.

Occorre dunque anzitutto avere amicizia per la città, e una fondamentale prima manifestazione di questa amicizia è il non fuggire da essa. Non nel senso fisico, perché è tonificante fuggire talora verso i monti almeno nei giorni in cui il cielo è limpido, ma nel senso di non rifuggire dai problemi della città vivendovi quasi per forza. Bisogna invece prendersene cura, dire I care, “me ne faccio carico”. La città non è il luogo dove abitare il meno possibile, ma il luogo nel quale imparare a vivere.

Un secondo aspetto dell’amicizia per la città e nella città è dato dall’impegno a coltivare le relazioni tra persone e gruppi, al di là delle affinità native di ciascuno. Troppe volte la città mi appare come un agglomerato di tanti corpi separati, una serie di strati tra loro non comunicanti. Sono strati costituiti da categorie sociali, ceti, professioni, interessi di lavoro, interessi politici, etnie e subetnie varie. Talora si ha l’impressione che la città sia troppo grande per sentirsi una.

È importante attraversare questi strati con amicizie che mettano insieme costumi, interessi, linguaggi diversi (Carlo Maria Martini, Etica e Politica nella città)
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